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Parte la valorizzazione del XVI Miglio dell’Appia antica

Iniziano ad Ariccia interventi di valorizzazione paesaggistica del tratto di Appia antica che va dal Romitorio della Stella - area del cosiddetto tempio di Asclepio - sino al confine con il comune di Genzano.

Il Comune di Ariccia ha acquistato la parte occidentale dell’area archeologica dell’Orto di Mezzo, un ettaro e mezzo lungo la via Appia antica in Valle Ariccia, con un contributo di 250mila euro della Città Metropolitana di Roma Capitale finalizzato alla realizzazione di interventi di recupero del Parco Archeologico dell’Appia Antica.

L’ufficio tecnico comunale ha predisposto un progetto di fattibilità, nel quale si evincono gli interventi da eseguire riguardanti la sistemazione per la fruizione alla collettività del Parco, corredato da una relazione storica e artistica redatta dal Conservatore di Palazzo Chigi Francesco Petrucci. L’intervento prevede la valorizzazione paesaggistica dell’intero tratto di Appia compreso nel territorio di Ariccia, dal Romitorio della Stella – area del cosiddetto tempio di Asclepio – sino al confine con il comune di Genzano.
Fortemente voluto dal sindaco Roberto Di Felice, recentemente scomparso, il progetto è stato finalizzato dall’attuale amministrazione comunale guidata dalla vicesindaco Elisa Regfrigeri con l’apporto dell’assessore Emilio Tomasi.

L’Appia riscoperta

All’inizio del tratto aricino della regina viarum sono presenti strutture di interesse archeologico, forse riferibili ad un tempio del dio della medicina Asclepio, che saranno messe in luce attraverso la riduzione dell’altezza del muro di cinta compensata da una ringhiera.
Con l’ampliamento delle aree archeologiche di proprietà comunale lungo l’Appia antica, c’è dunque una ferma e precisa volontà di dare vita ad un Parco archeologico funzionale allo studio dell’arteria romana, che garantirebbe all’area di Valle Ariccia un’adeguata protezione ambientale e il riconoscimento di una forte valenza storica e culturale.

Il ruolo dell’Archeoclub

La possibilità di ottenere il contributo era stato a suo tempo segnalato all’amministrazione comunale di Ariccia, appena insediata, dagli archeologi responsabili dell’Archeoclub Aricino Nemorense APS, Maria Cristina Vincenti e Alberto Silvestri, che sull’importanza dell’area hanno relazionato di recente in occasione del convegno “La Via Appia Antica e il Grand Tour tra Roma e Colli Albani” tenutosi lo scorso 7 e 8 giugno 2019 a Palazzo Chigi. L’associazione, che fa parte del Comitato “Appia Day“, da anni si occupa anche della ripulitura e valorizzazione dei siti ubicati lungo la regina viarum in collaborazione con le maestranze del Comune di Ariccia e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Le testimonianze archeologiche

All’interno dell’area archeologica, denominata dell’Orto di Mezzo (sotto l’abitato moderno della città) si trovano numerose emergenze archeologiche, visibili e in parte interrate, tra cui i resti di un antico edificio cultuale (III sec. a.C.), il Tempio dell’Orto di Mezzo, oggi inglobati in un moderno casale utilizzato come magazzino per gli attrezzi, fortificazioni murarie databili tra il V e il III a.C. e cisterne in opera laterizia.
Una significativa conferma dell’interesse archeologico del sito è il rinvenimento fortuito nell’area occidentale di un importante reperto, venuto alla luce nel 1998, attualmente conservato presso il Museo delle Navi Romane di Nemi: una splendida doppia erma in marmo risalente al II sec. d.C. che presenta il particolare bifrontismo barbato/imberbe caratteristico nell’uomo doppio aricino (Virbio) e che raffigura Herakles in due momenti diversi della vita, giovinezza e maturità.
L’area va ad aggiungersi alle altre proprietà comunali dislocate lungo la Regina Viarum al XVI miglio dove insisteva la prima stazione di posta per il cambio dei cavalli (mansio) dopo Roma, quali il Parchetto Savelli-Chigi, di circa cinque ettari, l’area archeologica del Torrione Chigi e la cosiddetta Necropoli del Satiro ai piedi di Colle Pardo.
Nell’ultimo tratto aricino dell’Appia antica si conserva inoltre un grandioso monumento viario in opera quadrata che sopraeleva il lastricato per superare il vallone a sud-est dell’abitato, nota come Sostruzione e definita “magnifica” da Giovan Battista Piranesi: uno dei più spettacolari manufatti dell’intero percorso della strada romana da Roma a Brindisi.

Un unico Parco a sud di Roma

L’auspicio è che in un prossimo futuro si possa ricostruire l’unità territoriale e paesaggistica del Parco dell’Appia Antica tra le aree separate per arrivare al completamento del Parco nella zona sud e a realizzare il sogno di Antonio Cederna: la costituzione di un grande parco dalla Capitale ai Castelli Romani.

Questa strategia di sviluppo legata all’ecoturismo e al turismo slow dei cammini, che coinvolge anche il settore enogastronomico, potrebbe divenire il punto di forza attrattivo della città dei Castelli Romani, l’antica Aricia dei latini, che vanta oltre al patrimonio archeologico altre eccellenze ambientali come il Parco Chigi, ultimo lembo del bosco sacro di Diana, la collina di Colle Pardo a confine con Genzano, oltre all’ingente patrimonio storico-artistico costituito dal Complesso Berniniano di Piazza di Corte (Chiesa di Santa Maria Assunta, Palazzo Chigi) a cui si aggiunge all’inizio di Corso Garibaldi la Locanda Martorelli – Museo del Grand Tour.

L’affascinante storia dell’Antica Roma e del suo potente Impero, passa anche da Ariccia, con una importante parte di archeologia, reperti storici, viari, murari e oggettistici che ci fanno toccare con mano e vivere emozioni visive ancora oggi grazie a questo immenso patrimonio storico che ora sarà rivalutato e sistemato.
Attraversando questi luoghi, potremo ripercorre i viaggi biblici dell’apostolo Paolo, che passò da queste parti per recarsi a Roma, della storia delle prime congregazioni cristiane, degli scambi di merce e soste viarie alla stazione aricina del XVI Miglio, la prima partendo da Roma verso Brindisi, della antica via Appia.

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